L'angolo dei film: Incontriamoci a Saint Louis

venerdì, novembre 06, 2015


Questo film, il cui titolo originale è Meet me in Saint Louis, esce nel 1944, quando il Cinema vuol risollevare lo spirito dell'America che si trova nel bel mezzo della 2a Guerra Mondiale, e per farlo la riporta a 40 anni prima, nel 1903, un periodo ancora pacifico quando l'evento tanto atteso era la Fiera Espositiva della Louisiana, un'esposizione internazionale che si teneva nella piccola città di Saint Louis, in Missouri. Il film ripercorre le quattro stagioni di quell'anno, raccontando le vicende della famiglia Smith, che vive una vita idilliaca fino al momento in cui il padre annuncia che dovrà trasferirsi a New York per lavoro, e la famiglia con lui.
Il produttore musicale della MGM Arthur Freed aveva iniziato a pensare alla realizzazione di questo film già nel 1942, dopo aver letto i racconti brevi di Sally Benson, abitante di St. Louis, apparsi sulla rivista The New Yorker e diventate poi un romanzo dal titolo 5135 Kensington, che è l'indirizzo a cui verrà stabilita la casa degli Smith nel film, anche se i racconti della Benson erano della sua infanzia, mentre nel film si è voluto dare il punto di vista di una giovane fanciulla alle prese con il primo amore.


La famiglia Smith è così composta: il nonno interpretato da Harry Davenport (il Dott. Meade di Via col vento), il signore e la signora Smith Leon Ames e Mary Astor, il figlio Lon (Henry Daniels Jr), e le figlie dalla maggiore Rose (Lucille Bremer), Esther (Judy Garland), Agnes (Joan Carroll) e la piccola Tootie (Margaret O'Brien, alla quale questo film valse l'Oscar giovanile onorario) e infine c'è l'irascibile domestica Katie.



Fu difficile convincere Judy Garland a indossare i panni della giovane ed irrequieta Esther, perchè lei nonostante avesse solo 21 anni era già separata dal suo primo marito David Rose, era arrivata al punto della sua carriera in cui voleva interpretare ruoli adulti e impegnati e non più i fanciulleschi che le avevano dato la notorietà, ma alla fine accettò la parte che considerò per tutta la vita uno dei suoi ruoli preferiti, grazie anche probabilmente all'uomo che la diresse nel film e del quale si innamorò perdutamente: Vincente Minnelli. Uno dei motivi per cui Judy si sentì a suo agio fu l'esaltazione della sua naturale bellezza da parte di Vincente che non le fece mettere quegli ausili che l'avevano costretta a portare nei film in passato (capsule ai denti e un apparecchio nelle narici che modificava la forma del suo naso).
Il loro amore sbocciò lentamente durante le riprese, e Vincente le fece sul set la proposta di matrimonio, donandole un originalissimo anello con una pietra nera. Vincente era la persona gentile, disponibile e paziente di cui aveva bisogno Judy. Si sposarono il 17 settembre del 1945 e l'anno successivo nacque Liza (Minnelli).

Judy Garland e Vincente Minnelli sul set del film
Judy Garland e sua figlia Liza Minnelli


Della sceneggiatura si occuparono Irving Brecher e Fred Finklehoffe. Si decise di farne un musical, ma diverso dai precedenti che avevano lo scopo di mostrare numeri ballati e cantati che mettessero in luce le doti degli attori, perchè questo avrebbe delicatamente fuso insieme dialoghi parlati con le parole della canzone. Per la colonna sonora vennero scelti Hugh Martin e Ralph Blane direttamente da Broadway, e questa fu rilasciata ancor prima dell'uscita del film, e la sola "Trolley Song" vendette mezzo milione di copie. Scrissero alcune canzoni originali, mentre altre furono riadattamenti di canzoni popolari ("Under the Bamboo Tree" e "Skip to My Lou"). Un'altra canzone presente nel film, nel finale quando la piccola Tootie è triste perchè non vuole lasciare la sua casa, è "Have yourself a merry little Christmas": il primo testo che gli autori scrissero era troppo triste secondo Judy Garland che disse "Se la canterò, la piccola Margaret piangerà ancora di più e penseranno che sono un mostro" (diceva Abbi un Felice Piccolo Natale, potrebbe essere il tuo ultimo). Pertanto scrissero una nuova versione più malinconica, che dopo questo film ha avuto tantissimo successo, stabilendosi tra le classiche canzoni di Natale, venendo reinterpretata da centinaia di cantanti.
TROLLEY SONG

SKIP TO MY LOU

HAVE YOURSELF A MERRY LITTLE CHRISTMAS

Judy Garland andò subito d'accordo con la piccola Margaret in quanto capiva perfettamente cosa volesse dire essere una bambina star, poichè era nel mondo dello spettacolo da quando aveva 3 anni (quando gira Incontriamoci a Saint Louis ha sulle spalle già 19 film). In quegli anni il lavoro dei bambini era stato regolamentato, ad esempio era previsto l'affiancamento di un insegnante e un limite alle ore di lavoro, mentre ai tempi di Judy le davano pillole per dormire e per stare sveglia, la facevano lavorare di notte (l'unica scena in cui Margaret lavorò di notte fu quella di Halloween, dove doveva fare la parte della spaventata e invece lei si divertì tantissimo). La madre della O'Brien pretese un compenso più alto di quello originalmente pattuito, e la produzione valutò di ingaggiare al suo posto un'altra bambina, la figlia di un tecnico delle luci, ma poi tornarono sulla piccola Margaret: il tecnico, per vendicarsi della mancata scelta della propria figlia, fece cadere apposta un pesante faro di scena vicino alla O'Brien, con il risultato che la bambina fortunatamente non si fece niente mentre lui fu licenziato in tronco e ricoverato in un istituto di sanità mentale.

Questo è il primo film di Minnelli in Technicolor, e grazie al direttore della fotografia George Folsey,  viene dedicata molta attenzione ai colori e le texture, rendendo ogni scena un dipinto in movimento. La cinepresa riesce perfettamente a catturare le sottili variazioni di sfumatura e luce al cambiare delle stagioni nel film.  La costruzione negli studi di Culver City della casa e della strada Kensington Avenue con tutti gli elementi decorativi costò 200.000 dollari (la stupenda casa rimase in piedi fino al 1970, anno in cui fu abbattuta insieme ad altri set della MGM).
5135 Kensington Avenue

Notare la finestra del bagno
I costumi sono realizzati da Irene Sharaff, che nella sua carriera vince ben 5 Oscar, oltre a essere nominata 15 volte, tra i suoi costumi quelli di Hello Dolly, Un americano a Parigi, Cleopatra il Re ed io, e West side story.

L'abito di Esther del ballo di Natale

L'abito indossato dalla signora Smith per la fiera
Le cinque donne Smith vestite per la Fiera
La collezione di cappelli del Nonno
QUOTES:
Esther: Sono sei mesi che Warren le scrive senza che nelle sue lettere ci sia neanche l'ombra di una dichiarazione
Katie: Ma cosa c'entra questo con la cena un'ra prima?
Esther: Warren ha avvertito che alle 6.30 chiamerà Rose in interurbana da New York. E se qui c'è tutta la famiglia come potrà dirgli quelle cose che una ragazza è costretta a dire per strappare una dichiarazione ad un uomo?

Mrs. Smith: Agnes non andartene, mangiamo prima stasera.
Agnes: Oh, io non posso mangiare se non è buio.
Katie: Vuol dire che ti metteremo una benda sugli occhi.

Tootie: ecco che arriva l'ammalata. Io devo avere tutte doppie porzioni (di gelato), perchè devo riprendermi
Mrs. Smith: Provati ad inventare un'altra storia ocme questa di John treuett e vedrai come ti faccio riprendere io

Agnes: Esther è cara e ha un bel visino, si dice che ama il nostro vicino?
Rose: Mamma ti pare giusto che quelle pettegole tormentino così Esther?
Mrs. Smith: Oh su non è così grave. E voi basta, o vi mando a letto
Rose: Devo dire che è molto difficile per una persona avere una vita privata in questa casa

Mr. Smith: Abitano qui i signori Smith?
Tootie: Oh papà quasi morivo, abbiamo fermato il tram, ho perso un dente, Esther ha morso John Treuet, mi hanno dato due punti e non ho mai pianto.
Mr. Smith: Cos'è questa storia?
Mrs. Smith: Oh non badarle, è caduta e ha perso un dente. Ma sta bene.

Tootie: Io preferisco essere povera ma restare qui, e magari andare con le orfanelle nell'ORTANOFROFRIO

Trailer originale:

CLIP:

  
Meet me in St. Louis

Una telefonata molto importante

Un cavaliere

Il corsetto

Il ballo



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